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Porada International Design Award 2013

“LOGOS” – La sintesi degli opposti

 

Progettisti: Arch. Sandro Taurisani – Arch. Carlo Pazienza

Opera: Tavolo “LOGOS” – Porada International Design Award 2013

 

Simbolo della convivialità, il tavolo è uno degli oggetti di uso comune dove la funzione predomina sulla forma. Il suo cammino evolutivo non ha registrato, nel corso dei secoli, bruschi slanci o stravolgimenti formali significativi; ciò è dovuto alla forte valenza funzionale dell’oggetto che condiziona inevitabilmente il processo progettuale, potremmo dire che la funzione frena la forma o che la forma è subordinata alla funzione.
In ogni problema progettuale i rapporti di equilibrio che si creano tra valenze simboliche, formali e funzionali determinano quell'”intero” che diventa sostanza dell’oggetto.
Fermo restante il valore simbolico, il nostro esercizio progettuale ha assunto come principio generatore “i rapporti di contrapposizione” ed ha utilizzato la “dottrina degli opposti” come giuda teorica per giungere alla sintesi formale dell’oggetto.
Tra i contrari si crea una sorta di lotta. In questa dualità, questa guerra fra i contrari in superficie ma armonia in profondità, Eraclito vide quello che lui definiva il “logos indiviso”, ossia la legge universale della Natura.
L’oggetto è inscritto in un solido puro e segue uno sviluppo estetico che riconduce, a primo impatto, alle pacate linee della tradizione storico-evolutiva del tavolo.
Il rassicurante esercizio di recupero di forme dalla memoria si interrompe, ad un’analisi più attenta, quando il piano si ritrae fino a negare se stesso per costituire delle cavità che diventano supporto e struttura. Il piano in vetro assume il ruolo di chiusura per una simbolica bacheca che espone lo spettacolo formale, plastico e materico del legno.
Saltano le simmetrie e gli equilibri visivi diventano incertezze spaziali.
L’uomo con la sua ratio sono simboleggiati dal volume puro e dalla forte valenza funzionale dell’oggetto, mentre quella naturalistica e organica è sintetizzata nello scavo casuale e informe della parte interna dell’oggetto tavolo.
Si ritiene che “LOGOS” abbia avuto come obiettivo quello di rappresentare in sintesi le tensioni, i contrasti e i rapporti bivalenti tra “forma e funzione”, “spazio e materia”, “storia e contemporaneità” e “uomo e natura”.

 

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